Girolamini, l'ex ministro Galan ai pm: De Caro mi fu segnalato da Dell'Utri

Girolamini, l'ex ministro Galan ai pm: De Caro mi fu segnalato da Dell'Utri
NAPOLI - Si è detto amareggiato per aver nominato Marino Massimo De Caro direttore della Biblioteca dei Girolamini e precisa che il suo nome gli fu segnalato dal senatore del Pdl Marcello Dell'Utri. Così l'ex ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan ha spiegato ai pm i motivi della nomina. Interrogato in qualità di persona informata dei fatti il 4 luglio scorso, Galan ha affermato: «Il clamore della vicenda è per me ragione di amarezza personale profonda. Avverto tutta la responsabilità morale di aver eletto De Caro ad incarico così delicato». Galan ha detto di ritenere «insultante» l'accostamento del suo nome all'inchiesta. «Non ho mai nutrito il benchè minimo sospetto su De Caro fino a quando non ne sono state denunciate pubblicamente le gesta napoletane». «Non ho esitazione a ricordare che la nomina di De Caro - ha poi sottolineato - mi fu sollecitata dal senatore Dell'Utri, non appena nominato ministro».«Io non ho nominato Massimo Marino De Caro Direttore della biblioteca dei Girolamini di Napoli. Sono profondamente rammaricato di dover intervenire ancora una volta a proposito della vicenda per fare chiarezza su quelle che sono state le mie responsabilità, ovvero, alcuna e di alcun tipo» ha poi dichiarato l'ex ministro dei Beni Culturali che anticipa di aver dato mandato ai suoi legali «di intervenire in tutte le sedi opportune» per tutelare la sua persona. E ribadisce: «La nomina di Direttore della biblioteca in oggetto non è prerogativa del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, bensì frutto di un atto autonomo, nel caso specifico di Padre Marsano. Questa nomina non fu ratificata dal Ministro, che non deve neppure esserne informato. La nomina fu comunicata al direttore Fallace». Galan precisa poi di aver nominato De Caro «in qualità di consigliere del Ministro, figura esterna di consulenza della quale un Ministro può avvalersi nel corso del mandato e che niente ha a che vedere con nomine ulteriori. Ho espresso rammarico a causa del triste, ormai noto, epilogo della vicenda che io stesso ho appreso dalla stampa quando non ero più titolare del dicastero dei Beni Culturali. A questo punto, alla luce dei continui fraintendimenti, ho ritenuto opportuno dare mandato ai miei legali di intervenire in tutte le sedi opportune per tutelare la mia persona.» martedì 29 gennaio 2013 - 16:04

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