Vigilanza Rai, codici e cavilli per l'ultimo assalto a Villari

Oggi riunione delle Giunte per il regolamento di Camera e Senato. Il Pd spinge per la 'rimozione' e conferma la candidatura di Sergio Zavoli. Premier: ''L'azienda ha bisogno di essere ripresa in mano''
Roma, 21 gen. - (Adnkronos) - Ore contate per la presidenza di Riccardo Villari alla Vigilanza Rai? La 'battaglia', se non un passaggio definitivo, oggi vivrà comunque un momento importante con la contemporanea riunione delle Giunte per il regolamento di Camera e Senato.

La politica, invocata in questi ultimi giorni, ha infatti ceduto il passo a codici ed esperti in cavilli. Gli organismi di palazzo Madama e Montecitorio, guidati dai rispettivi presidenti, sono chiamati a dare una solida sponda da cui 'muovere' verso la sostanziale rimozione di Villari, visto che il presidente eletto sino ad ora ha rispedito al mittente gli inviti a lasciare l'incarico.

Una decisione comunque non indolore per il palazzo, che mai si era trovato a misurarsi con una situazione del genere. Per questo, in questi ultimi giorni, non e' mancata la cautela da parte di Fini e Schifani. "Si tratta di una decisione delicata per la quale non ci sono precedenti in Parlamento", ha detto il capogruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri. Il timore, infatti, resta quello di offrire un precedente che potrebbe rivelarsi pericoloso, e strumentalizzabile, per il futuro.

Per questo, Camera e Senato stanno consultando in queste ore giuristi ed esperti perche' il parere della Giunte sia 'blindato'. Indicativamente, l'appiglio dovrebbe essere un paio di articoli dei regolamenti dei due rami del Parlamento che assegnano ai presidenti il compito di assicurare "il buon andamento" dei lavori. C'e' poi nel regolamento di palazzo Madama (che pero' non vale per la Vigilanza 'governata' dalle regole di Montecitorio), l'esplicita possibilita' di cambiare le Giunte se non funzionano "per oltre un mese". Certamente, i due organismi dovrebbero verificare l'impossibilita' della Vigilanza di assolvere alle sue funzioni.

In questo, un 'puntello' importante e' arrivato dai gruppi del Pd che formalmente hanno comunicato a Fini e Schifani che le dimissioni dei commissari democratici sono "irrevocabili". 'Certificato' il blocco della bicamerale di Palazzo San Macuto, si potra' approdare al passaggio successivo di Fini e Schifani per lo scioglimento della Vigilanza e la nomina della nuova commissione. Questo, viene spiegato, potrebbe avvenire presto, anche nel giro di 48 ore.

Il timore, alimentato dalle voci che circolavano oggi in Transatlantico, è che Villari o gli altri commissari 'resistenti' (Beltrandi dei Radicali, che ha confermato lo sciopero della fame e l'occupazione della commissione, e Sardelli dell'Mpa) possano presentare ricorso alla decisione dei presidenti di Camera e Senato. Non alla Consulta, però, come erroneamente lasciato intendere nei giorni scorsi. Solo la commissione 'nella sua interezza', per cosi' dire, puo' rivolgersi alla Corte costituzionale, come ad esempio e' accaduto con il ricorso contro la legge Gasparri ancora in attesa di decisione.

Resterebbe aperta, pero', la via del ricorso al Tar. A fronte di tutto cio', Villari continua a ostentare una calma olimpica. Il presidente eletto oggi ha fatto capolino a Montecitorio, dove si e' sparsa la voce di un incontro a cena fissato per domani sera con il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani. La riunione della Vigilanza fissata per oggi e' saltata, come ha annunciato lo stesso presidente, per questioni di regolamento, vista la concomitanza con le votazioni alla Camera.

Villari, pero', avrebbe sfruttato al meglio, per lui, le ore libere impegnandosi in un intenso giro di consultazione giuridica alla ricerca di leggi, regolamenti e soprattutto prassi sulla revoca e soprattutto sulla nomina dei commissari utile alla causa del presidente della Vigilanza. "Domani finisce tutto, ormai e' inutile che parliamo ancora di Villari che e' un caso si', ma a questo punto umano", ha detto Giorgio Merlo, vice presidente della Vigilanza. I democratici, 'scottati' dal caso Villari, sembrano premere sull'acceleratore: "Mi auguro che un passo concreto dei presidenti delle Camere renda possibile finalmente l'avvio dei lavori della commissione di Vigilanza sulla Rai", ha detto il capogruppo alla Camera Antonello Soro.

E' invece affidato al costituzionalista e senatore Stefano Ceccanti l'ennesimo via libera 'giuridico' alla rimozione di Villari: "Lo scioglimento della Vigilanza e' legittimo. Quando un organismo non funziona puo' essere sciolto e poi ricostituito con la nomina dei nuovi componenti, ci sono due precedenti giurisprudenziali e un'analogia che riguarda i regolamenti della Giunta per le elezioni". Da questo punto di vista, a chi aveva dubbi sull'atteggiamento della maggioranza ha di fatto replicato il presidente del Consiglio in persona.

"La Rai e' un'azienda che ha bisogno di essere ripresa in mano da una dirigenza che, come logico, sia legittimata dal Parlamento e che possa intervenire per dare alla Rai quelle regole che adesso mi sembrano piuttosto carenti", ha detto Berlusconi. La parole del premier hanno rimesso le ali al 'patto' Calabrese-Parisi per la nuova governance di viale Mazzini.

A confermare la solidita' dell'intesa tra Pdl e Pd sembrerebbero anche contribuire le parole di Paolo Gentiloni: "Confermiamo Sergio Zavoli, nome che e' stato condiviso anche dalla maggioranza", ha detto il responsabile della Comunicazione Pd a proposito dell''erede' di Villari.

Del resto, a suggerire che per Villari sembra partito il 'count down' ci sono i tanti segnali che indicano come la 'macchina' del rinnovo dei vertici Rai si sia messa in moto in modo irreversibile. Non si tratta solo del consueto totonomine per il Cda che impazza da mesi, e che continua a dare l'accoppiata Calabrese Parisi nonostante il Dg di Fastweb abbia piu' volte fatto sapere di non essere piu' interessato.

Maurizio Gasparri ha prima criticato Raidue, guidata da Antonio Marano, di area Lega, e poi la Tgr di Angela Buttiglione per una presunta nomia. E Alessio Butti, capogruppo Pdl in Vigilanza, ha contestato il direttore del Gr Antonio Caprarica. Per chi nel Palazzo conosce le vicende Rai, sono tutti "annunci dell'imminente temporale".
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